Come usare i dadi per un gioco da tavolo

I dadi costituiscono a volte la parte fondamentale di un gioco da tavolo, senza di essi infatti non sarebbe possibile fare molte cose, parlando ovviamente di giochi in cui i dadi sono parte o la meccanica principale del gioco, ma in quanti modi possono essere usati? Oggi scopriremo alcuni modi per utilizzare i dadi, prendendo anche esempio da alcuni giochi.

I dadi da gioco

Prima di cominciare a parlare di quanti modi per utilizzare i dati, analizziamo prima quali sono, le tipologie di dadi esistenti o meglio più comuni, e che cos’è un dado. Partiamo quindi dal dado più conosciuto ovvero quello a 6 facce, per finire al dado più strano mai creato definendo quindi il dado, o meglio la sua funzione, in pratica un dado da gioco, é uno strumento al quale per ogni faccia viene indicato un valore o un simbolo che riferisce ad una determinata azione o meccanica individuale, il quale risultato sarà in base a più fattori, (quali forza del lancio e rotolamento) casuale.


Storia del dado da gioco

Il fatto che i dadi sono stati usati in tutto l'Oriente da tempo immemorabile è stato provato dai ritrovamenti in antiche tombe, che paiono indicare chiaramente una loro origine Asiatica. Il gioco dei dadi viene citato nei Rig-veda, nell'Atharvaveda e nella lista di giochi di Buddha. I dadi hanno un ruolo importante nel poema epico del Mahābhārata dove Yudhisthira gioca a dadi contro Kaurava per il possesso del regno di Hastinapur facendo scoppiare una guerra.

I dadi si sono probabilmente evoluti dall'uso degli aliossi creati con gli astragali, ossi del tarso che negli ungulati sono di forma approssimativamente tetraedica. È praticamente impossibile rintracciare lo sviluppo dei dadi separatamente da quello degli astragali dato che gli scrittori antichi usano il termine intercambiabilmente, ma è comunque certo che entrambi sono stati usati in tempi antecedenti le prime registrazioni scritte. Nella sua forma primitiva l'astragalo era essenzialmente un gioco di abilità giocato da donne e bambini. In una forma derivata dell'astragalo alle quattro facce dell'osso venivano dati valori diversi e venivano usate come nei dadi moderni. I giochi d'azzardo con tre o qualche volta due dadi erano una forma di divertimento nella Grecia antica, specialmente tra le classi superiori ed era un accompagnamento quasi immancabile dei banchetti.

I dadi sono stati comunemente realizzati in vari materiali, avorio, osso, legno, metallo e roccia, anche se al giorno d'oggi l'uso di materie plastiche come l'acetato di cellulosa è praticamente universale.

I Romani furono scommettitori appassionati, specialmente ai tempi dell'Impero Romano, e il gioco dei dadi (tesserae) era popolare, seppur proibito da una Lex alearia del 204 a.C. circa, eccetto che durante i Saturnali. Orazio derise la gioventù dell'epoca che sprecava tempo tra i pericoli del gioco invece di domare il suo cavallo e darsi alle durezze dell'inseguimento. Le scommesse sui dadi per denaro fu l'oggetto di molte leggi Romane. Una di queste diceva che nessuna causa poteva essere intentata da una persona che permetteva il gioco d'azzardo nella sua casa anche se era stata imbrogliata o assalita. I giocatori professionisti erano comuni e alcuni dei loro dadi truccati sono conservati nei musei. Le case pubbliche erano il ritrovo dei giocatori e un affresco ancora esistente ritrae due giocatori di dadi che litigano dopo essere stati espulsi dal proprietario indignato. È celeberrima la frase "il dado è tratto" (alea iacta est) pronunciata da Gaio Giulio Cesare al momento di oltrepassare con l'esercito il fiume Rubicone per marciare alla volta di Roma. Sappiamo che l'imperatore Claudio scrisse un testo sui dadi che però non ci è pervenuto. Tacito affermò che i germani erano appassionati del gioco dei dadi, così tanto, che una volta perso tutto avrebbero messo all'asta la loro libertà personale. 

Secoli dopo, durante il Medioevo il gioco dei dadi divenne un passatempo comune dei cavalieri ed esistevano sia scuole sia corporazioni di gioco ai dadi. Dopo la caduta del feudalesimo i famosi mercenari tedeschi lanzichenecchi si guadagnarono la fama di maggiori scommettitori della loro epoca. Molti dei dadi di questo periodo furono curiosamente intagliati nell'immagine di uomini e bestie. In Francia sia dame sia cavalieri giocavano ai dadi. Questo perdurò per molte legislazioni, inclusa un'interdizione da parte di Luigi IX di Francia (San Luigi) nel 1254 e nel 1256. Nella Divina Commedia Dante menziona il gioco della zara, che si giocava con tre dadi.

In Giappone, Cina, Corea, India e in altri paesi asiatici i dadi sono sempre stati popolari e lo sono tuttora. I segni sui pezzi del domino cinese si sono evoluti a partire dai segni sulle facce di due dadi affiancati. 


Fonte storia presa da Wikipedia



Tipologie di dadi

Esistono ad oggi diverse tipologie di dadi, e oggi vedremo nello specifico i dadi utilizzati nei giochi da tavolo. Facciamo una premessa, non sempre i dadi sono la soluzione migliore in un gioco da tavolo che richiede un numero o un’icona ottenuta in modo casuale, e non sempre i dadi sono come ci si aspetta, ovvero un oggetto, solitamente, di forma cubica, come detto prima il dado ha una sua funzione specifica, e nel corso del tempo sono state trovate idee geniali per rendere i dadi sempre più strani, ma andiamo con ordine, le tipologie di dadi più comuni sono:

  • Dado Numerico
  • Dado Colorato
  • Dado Custom (azione)

Queste 3 tipologie hanno in comune il numero di facce, sarà quindi possibile aumentare o diminuire le probabilità di un numero, colore o azione, aumentando e diminuendo il numero di facce.

Dado Numerico

Il dado numerato è sicuramente il dado più riconosciuto, ne esistono di diverse forme e di conseguenza con una numerazione che va da 4 a 100, ecco una piccola tabella con i dadi standard che potete trovare in commercio.

Esistono ovviamente altri tipi di dadi che hanno più facce e forme diverse, vengono definiti come dadi poliedrici, poiché le loro forme irregolari non sono ben definite come oggetti tridimensionali facilmente riconoscibili, il lancio di questi dadi é irregolare, poiché la forma del dado è composta da più forme geometriche. Prendendo come riferimento un dado D4, possiamo notare come tutte le facce sono triangolari, stessa cosa vale per il D6, dove tutte le facce sono quadrate, mentre per il dado 12 le facce sono composte da pentagoni. Per quanto riguarda i dadi poliedrici, le facce possono essere composte da triangoli e quadrati, triangoli e pentagoni, da quadrati e pentagoni, o da addirittura triangoli, quadrati e pentagoni, a volte é possibile trovare anche solo esagoni o rombi, insomma come avete potuto capire le forme possono essere le più varie, vediamo un esempio. 


La forma irregolare del dado disegnato sulla destra non permetterà mai un bilanciamento tra le probabilità, poiché essendo le facce triangolari più piccole rispetto a quelle quadrate, avranno meno possibilità di venir fuori. Nel corso degli anni sono stati studiati dadi, se così si possono chiamare, dalle forme più assurde, un esempio è il famoso e tanto odiato dado sferico; Questo tipo di dato ha un funzionamento abbastanza semplice, all’interno del dado sono presenti delle cavità, nel quale si alloggia una sfera metallica, con il suo peso, e data la forza di gravità a portare gli oggetti verso il basso, il "dado" si fermerà dopo aver rotolato in un punto specifico, rivelando nella parte superiore il risultato. La paternità di questo “dado" non è chiara, ma si pensa sia stato inventato da Gary Gygax, per una ambientazione particolare di D&D, ma queste sono solo voci.

I dadi numerati possono avere diverse funzioni legate alle meccaniche di gioco, possono indicare un movimento di una pedina su un tabellone che possa essere questo a caselle o a scacchiera, la funzione resta comunque la medesima.

A volte i dadi possono essere accoppiati per creare numeri più alti; quindi, immaginate di avere 2 dadi D4 o D6 potete arrivare fino a 8 o 12, alcuni giochi con 2 dadi D10 hanno una meccanica per cui è possibile ottenere fino da 0 a 99 (o 1-100) come punteggio, avendo i dadi di 2 colori differenti, in cui uno conta le unità e l'altro conta le decine, facendo la somma dei dadi si ottiene il numero. Un’altra meccanica interessante consiste nel posizionare i dadi su delle caselle, il valore letto sul dado corrisponderà al valore di una determinata abilità del nostro personaggio, come nel gioco Roll Player.







Un altro modo di usare i dadi numerati è quello di riuscire a costruire in modo casuale la mappa di gioco, come ad esempio su The Pit, lanciando i dadi si decide in modo casuale dove piazzare muri, trappole o tesori. Insomma, come avrete potuto capire con i dadi numerici è possibile fare tante cose, la vostra fantasia è l'unico limite. 


Dado Colorato

Fin ora abbiamo parlato dei dadi numerati, e di conseguenza delle loro facce, e parlando appunto di facce, i dadi colorati possono avere tanti colori quante sono le facce che compongono il dado, il dado colorato più comune è quello a 6 facce, ovviamente il lancio del dado darà un risultato che sarà quindi applicato al gioco, in base alla meccanica descritta.

Un dado colorato può fare molto di più che decidere un colore da giocare, come nel caso di Kaboom, ci sono giochi che utilizzano il dado colorato per indicare una fase, di gioco, o per indicare il tipo di abilità di un personaggio, a volte i dadi colore possono avere anche solo 2 o 3 colori, questo dipende dal numero di facce o dal tipo di meccanica che si vuole inventare.

Esattamente come per i dadi numerati, anche i dadi colore possono decidere dove piazzare determinati oggetti nel tabellone o addirittura aprire un forziere con una combinazione di colori, dimmi la verità, a questa meccanica non ci avevi pensato? :D

Alcuni tipi di dadi colorati potrebbero avere solo un colore, in genere sono riconosciuti come segnalini o token colorati, e possono essere posizionati o collezionati per potenziare alcune abilità, o nel caso di un gioco con meccanica di collezione oggetti, vengono appunto collezionati per raggiungere un obiettivo o vincere la partita.

Dado Custom

Le meccaniche di gioco riferite ai dadi colorati sono molto difficili da bilanciare; quindi, i Game designer cercano di trovare soluzioni alternative al colore; infatti, un altro tipo di dado molto interessante è il dado azione, o custom (personalizzato).

I dadi Custom come per i dadi numerici, possono avere da 4 a svariate facce, ma i più comuni restano quelli a 6 facce. È possibile creare qualsiasi tipo di meccanica per questo tipo di dado, dal potenziamento di un attacco fino alla riuscita o al fallimento di un’azione sul tabellone. Ma come è fatto un dado Custom? Vediamone uno dal gioco Trismegistus;

Trismegistus fa parte di quei giochi complessi e profondi di cui è impossibile spiegare approfonditamente lo svolgimento in fase di recensione, né tantomeno questo è il proposito stesso di una recensione. Parliamo però delle logiche e delle meccaniche con cui ci confronteremo durante una partita.

Lo scopo del gioco è quello eseguire Esperimenti durante la partita e accumulare conoscenza per le Pubblicazioni finali; queste sono infatti le fonti principali degli agognati punti vittoria. Per effettuare gli Esperimenti dobbiamo rispondere a due criteri: pagarne un costo in materiali, ed esaudire un requisito sul tracciato Maestria degli elementi. Le Pubblicazioni si conteggiano solo al termine della partita, ed esprimono la quantità del nostro contributo all’alchimia in base agli elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco) con cui abbiamo lavorato di più.

Esistono sei materiali in Trismegistus: Piombo, Rame, Stagno, Mercurio, Ferro, Argento e Oro, ordinati in questa maniera a seconda del loro “valore”. Tramite l’azione principale del gioco, la Trasmutazione, potremo trasformare il Piombo in Rame, il Rame in Stagno e così via. Per fare ciò dobbiamo utilizzare Essenze (Etere, Sale, Zolfo e Mercurio), ciascuna collegata ad uno dei quattro elementi, salendo così sul tracciato Maestria relativo. Esistono poi gli Artefatti, oggetti particolari che vengono assegnati dai giocatori a una particolare Trasmutazione (da Ferro ad Argento per esempio) che si attivano, esaurendosi, quando quella Trasmutazione viene eseguita. Essi garantiscono diversi e potenti Bonus, con i quali possiamo proseguire sulla via della nostra conoscenza alchemica.

Una delle possibili azioni è il ripristino di un proprio Artefatto, in modo che il bonus possa essere sfruttato di nuovo. Quasi tutte le azioni dei giocatori sono influenzate dai dadi. Sono tre i fattori importanti riguardo a ciascun dado: il suo colore, il simbolo che mostra, e la quantità di potere che ci garantisce. 

Ogni round, i dadi vengono lanciati e posizionati in base al simbolo mostrato nei sei spazi disponili; il valore di potere di ogni dado è data dalla quantità dei dadi che mostrano la sua stessa faccia, esso incluso. Quindi, più sono i dadi con lo stesso simbolo, maggiore è il potere che hanno nel momento in cui vengono selezionati dal giocatore. Prendere un’Essenza, un materiale grezzo o una carta Esperimento sono azioni influenzate dal simbolo del dado; prendere un Artefatto o effettuare una Trasmutazione sono azioni influenzate dal colore del dado; il numero di azioni che possiamo effettuare con quel particolare dado è invece determinato dal potere, che spendiamo ogni volta che eseguiamo un’azione. Esistono anche due diversi segnalini, solitamente guadagnati come bonus, che possono influenzare il dado: il segnalino Camaleonte ci permetterà di usare il dado come se avesse qualsiasi colore o simbolo per quel turno di gioco; mentre il segnalino Dado Etereo, usato quando selezioniamo il dado dal pool comune al centro del tabellone, ci permette di aumentare di 1 il potere del dado stesso. 

Questo gioco è un esempio su come i dadi posso essere combinati con colori e icone.

Bene, ora che sai tutto sui dadi spero di averti dato lo spunto per creare un gioco da tavolo con meccaniche pazzesche legate ai dadi. Come al solito ti lascio con una citazione, legata proprio ai dadi, e nel ringraziarti per aver letto fino a qui, ti do un saluto e ti auguro una buonissima giornata.


Alea iacta est. Il dado è tratto "Galio Giulio Cesare"

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